Mineralogia: Fluoruro di Calcio, Famiglia Alogenuri, Sistema Cristallino Cubico.
La Fluorite Blu, secondo la cristallo-terapia, rende calmi e obiettivi, promuove l’onestà e interesse, porta sollievo in presenza di frustrazioni, aiuta ad uscire dagli schemi mentali fissi, calma la tosse e migliora tutti i processi di crescita delle ossa ed è facilmente reperibile in commercio.
La Fluorite Blu favorisce l’Affermazione, ossia adesione alla nostra parte più vera, scoprire, se eravamo addormentati, la nostra Missione nella Comunicazione ad ampio spettro. Non importa la tipologia del lavoro nello specifico, il Blu della Fluorite è Fede e Fiducia da sviluppare passo dopo passo, non si improvvisa ma si costruisce. Attraverso la Fluorite la nostra capacità di costruzione diviene una “stretta di mano” con noi stessi il che ci porta ad una profonda rieducazione su tutti gli aspetti emozionali, materiali e spirituali della nostra esistenza. Come tutti i colori anche il Blu ha la parte di Luce e di Ombra.
Il Blu, in generale, è il colore della Volontà Superiore.
Nella sua parte di Luce il Blu è: Comunicazione – Fede – Pace – Fedeltà – Libertà di pensiero – Autorità – Diplomazia – Creatività.
Nella sua parte di Ombra il Blu è: mancanza di Comunicazione – assenza di Pace – Controllo – Depressione – problemi con i genitori – Isolamento – Ribellione.
Queste sono solo alcune delle caratteristiche del Blu, la domanda che ci dobbiamo porre è:
“E’ sempre stato così, cioè il colore Blu nella Storia dell’umanità ha avuto sempre questa importanza? L’essere umano ha da sempre compreso la sua importanza?”
Ebbene per molto tempo è rimasto in secondo piano, disdegnato, persino disprezzato dall’antichità. Innanzi tutto diciamo che non è facile parlare del colore, nemmeno per un pittore di qualunque epoca. La nostra illuminazione elettrica, cambia il colore, ci impedisce di vedere realmente per quello che è, per esempio l’illuminazione artificiale non restituisce i chiaroscuri di un’opera così come potevano mostrare i lumini e le candele. Il nostro Apparato Sensoriale è sempre lo stesso, ma cambia la nostra percezione della realtà che porta in gioco le nostre conoscenze, il nostro linguaggio, i nostri sentimenti. Eppure tutti i Colori hanno una loro storia e secondo indagini demoscopiche, cioè attraverso sondaggi fatti in un certo modo, a partire dal 1890 sappiamo che il colore Blu diventa il primo colore in classifica per uso e costumi in Occidente, in Francia, in Sicilia, negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda. Tutto l’Occidente utilizza in modo massiccio il Blu, cosa che non avviene nelle altre culture come per i giapponesi che prediligono il Rosso per esempio. Tutto questo non è avvenuto da un giorno all’altro perché per molto tempo il Blu non è stato per niente utilizzato. Infatti questo colore non è presente nelle grotte paleolitiche e neppure neolitiche, ossia quando cominciavano a comparire le prime tecniche tintorie. Non è mai stato considerato un vero e proprio colore nemmeno nell’antichità più recente, solamente il Bianco, il Rosso, il Nero avevano questo privilegio. Per gli Egiziani, unica eccezione, il Blu era considerato un portafortuna per l’aldilà. Essi costruirono meravigliosi oggetti verde-azzurro con una ricetta a base di Rame, oramai perduta.
Il Blu è un colore largamente diffuso in Natura, ma è difficile estrarlo, ottenerlo e padroneggiarlo ed è forse questo il motivo più plausibile per il quale non ha avuto un ruolo dominante nella vita sociale, religiosa dei tempi più antichi.
Considerato il colore dei Barbari, ossia i popoli nordici secondo l’Impero Romano e addirittura una tradizione popolare tramanda che le donne con gli occhi azzurri fossero di facili costumi, mentre gli uomini con gli occhi azzurri venivano ridicolizzati.
Nel vocabolario latino il termine Blu è impreciso, instabile e quando le lingue romane hanno creato il loro vocabolario sui colori, hanno fatto riferimento ad alcune terminologie arabe e germaniche. Anche per i greci, la terminologia per il Blu è confusa e imprecisa anche per il Grigio e il Verde. Completamente assente il Blu nei testi degli antichi, tanto da far scaturire tra gli uomini del diciannovesimo secolo il dibattito che i greci non riuscissero a vederlo come colore. Completamente assente anche nei testi sacri in ebraico ed aramaico, saranno successivamente le traduzioni in latino e poi in lingua moderna ad aggiungerli. Nella Bibbia viene citata una pietra lo Zaffiro, ma del Blu non se ne parla. Assente anche nel Medioevo che predilige sempre il Bianco, il Rosso, il Nero. Tutto cambia a partire dal dodicesimo secolo in cui il Dio dei Cristiani diventa un Dio di Luce Azzurra, per la prima volta in Occidente, si dipingono i cieli di Azzurro mentre prima erano Neri, Rossi e Bianchi e Dorati. Anche la Vergine abita in cielo, la si copre con un manto Azzurro. E’ in questo tempo che nascono gli Stemmi di Appartenenza, diventano importanti i Cognomi, le insegne di mansioni ecc…
Si passa da un sistema che utilizzava tre colori di base ad un Sistema a Sei Colori ed è così che il Blu diventa in un certo senso, il contrario del Rosso.
In sole tre generazioni, il Blu diventa il colore predominante dei costumi locali dell’aristocrazia. I tintori fanno a gara per trovare nuovi procedimenti di fabbricazione per ottenere Blu magnifici. Insieme a questa cultura del Blu cresce anche l’economia e la richiesta di una pianta come il Guado, aumenta.
Nel diciottesimo secolo, diventa il Blu, il colore preferito dagli europei, tanto che nel 1720 un farmacista di Berlino scopre il famoso “Blu di Prussia” che permetterà ai pittori ed ai tintori di diversificare la gamma delle sfumature scure. Dall’America e dalle Antille, si esporta in maniera importante il colore Indaco il cui potere colorante è più forte di quello del vecchio Guado e il cui prezzo è più basso di quello dell’Asia, essendo fabbricato dagli schiavi. Il Blu diventa di moda in tutti i settori e il romanticismo accentua la tendenza, ecco che ritroviamo Goethe a parlare largamente del Blu.
Nel 1850 un indumento, il Jeans, darà un ulteriore impulso, creato da Levi Strauss, un sarto ebreo, la prima tuta da lavoro con l’indaco. Tingere con l’indaco è facile, lo si può fare anche a freddo perché il colore penetra bene nelle fibre del tessuto, da cui l’effetto slavato dei jeans. Negli anni trenta i jeans diventano un indumento anche per il tempo libero. Dopo tutte queste informazioni sulla storia del Blu, cosa possiamo comprendere dalle due domande fatte in precedenza? Al di là di ciò che possiamo aver scoperto, compreso fino ad oggi, il Blu rimane il colore della comunicazione in tutte le direzioni e non importa se gli uomini del nostro passato non avessero largamente parlato di lui, poiché sappiamo che tutte le più grande riflessioni e scoperte fatte, sono state pensate dinanzi splendidi paesaggi in cielo e dinanzi al mare più calmo e impetuoso.
Il Blu è sempre dinanzi ai nostri occhi, ecco perché non lo vedevamo prima, ossia abbiamo ricercato quello che non era così largamente distribuito in natura, altri colori, prima di riconoscere che esso insieme al Verde è il colore più diffuso sul pianeta.
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